Lobo bifido

Il termine OTOPLASTICA definisce per antonomasia nell’immaginario collettivo la chirurgia estetica del padiglione auricolare e nello specifico la chirurgia delle orecchie a ventola o valghe o “dumbo ear”.
Oltre alle ORECCHIE VALGHE sono descritti altri quattro inestetismi frequenti migliorabili dal punto di vista estetico:
1. Il LOBO BIFIDO (schisi del lobo).
2. L’ORECCHIO GRANDE (macrotia).
3. Il LOBO IPERTROFICO (macrolobo).
4. Il CHELOIDE dell’orecchio.
Talvolta questi inestetismi si presentano insieme nello stesso orecchio come ad esempio L’ORECCHIO VALGO + IL LOBO IPERTROFICO oppure L’ORECCHIO VALGO + L’ORECCHIO GRANDE; in questi casi correggo tutti gli inestetismi con differenti tecniche ma eseguite nello stesso intervento.
ORECCHIE A VENTOLA: un orecchio si considera normale quando la sua distanza dal cranio non supera i 2 cm, quando questa distanza aumenta si è in presenza di orecchie a ventola risultando al di fuori dei canoni estetici della nostra cultura (nella cultura orientale le orecchie a ventola sono percepite come buon auspicio di intelligenza perché più sono “aperte” più l’individuo riesce a percepire ciò che accade intorno a se).
In letteratura sono descritte più di 200 tecniche e varianti di tecnica per risolvere il problema delle orecchie a ventola… ma tutte hanno un’unica finalità: ridurre la distanza tra le orecchie ed il cranio. Personalmente utilizzo tecniche che hanno in comune il modificare la forma della cartilagine senza usare dei punti di sintesi intra-auricolari, al fine di non lasciare dei corpi estranei potenzialmente pericolosi nel tempo e con risultati molto naturali senza asperità.
MACROLOBO – Il lobo auricolare normalmente rappresenta circa 1/3 dell’orecchio, quando queste dimensioni sono superate e la loro posizione diverge si parla di macrolobo. Il caso in oggetto presentava sia un orecchio ventola che lobi grandi e divergenti. Si è corretto in un unico tempo operatorio i due inestetismi con due tecniche differenti. Il macrolobo viene di norma ridotto di dimensioni con correzione della posizione conservando la rotondità e con cicatrici invisibili.
LOBO BIFIDO – L’uso di orecchini pesanti conduce prima all’ingrandimento del buco che piano paino si allunga per poi rompersi; le tecniche più in uso sono la sutura diretta, la plastica a ”Z” nei casi in cui ci sia retrazione e la ricostruzione immediata del buco per gli orecchini; quest’ultima è la mia favorita in quanto nello stesso tempo si chiude la porzione rotta del lobo e si ricostruisce il buco per gli orecchini nello stesso punto in cui era stato fatto in origine; le pazienti escono già con l’orecchino in sede.

CHELOIDE: la predisposizione genetica, l’uso di orecchini con leghe allergizzanti e microtraumi associati a micro infezioni ripetute possono condurre alla formazioni di cheloidi che rappresentano esiti cicatriziali anomali in cui la cicatrice supera le dimensioni della ferita iniziale; La terapia dei cheloidi è complessa perché composta da più di una terapia da mettere in sinergia e nei tempi giusti, inoltre è in alcuni casi molto lunga; solo la costanza e la perseveranza possono avere la meglio su un’ospite tanto sgradito. Le terapie di comprovata efficacia sono la PRESSOTERAPIA INFILTRAZIONI DI CORTISONE SILICONE DI CONTATTO LASER.
MACROTIA: il padiglione auricolare è considerato normale quando le sue dimensioni verticali sono comprese tra i 5,5 e i 6,5 cm; le orecchie che hanno dimensioni minori dei 5,5 cm sono considerate piccole (MICROTIA), i padiglioni che superano i 6,5 cm sono considerati grandi (MACROTIE); è possibile ridurre le dimensioni senza cicatrici visibili restituendo dimensioni più normali e una euritmia del viso esteticamente più piacevole

Il termine OTOPLASTICA definisce per antonomasia nell’immaginario collettivo   la chirurgia estetica del padiglione auricolare e nello specifico la chirurgia delle orecchie a ventola o valghe o “dumbo ear”.

Oltre alle orecchie valghe sono descritti altri quattro inestetismi frequenti migliorabili dal punto di vista estetico:

  1. Il lobo bifido (schisi del lobo).
  2. L’orecchio grande (macrotia).
  3. Il lobo ipertrofico (macrolobo).
  4. Il cheloide dell’orecchio.

Talvolta questi inestetismi si presentano insieme nello stesso orecchio come ad esempio l’orecchio valgo + il lobo ipertrofico oppure l’orecchio valgo + l’orecchio grande; in questi casi correggo tutti gli inestetismi con differenti tecniche ma eseguite nello stesso intervento.

ORECCHIE A VENTOLA: un orecchio si considera normale quando la sua distanza dal cranio non supera i 2 cm, quando questa distanza aumenta si è in presenza di orecchie a ventola risultando al di fuori dei canoni estetici della nostra cultura (nella cultura orientale le orecchie a ventola sono percepite come buon auspicio di intelligenza perché più sono “aperte” più l’individuo riesce a percepire ciò che accade intorno a se).

In letteratura sono descritte più di 200 tecniche e varianti di tecnica per risolvere il problema delle orecchie a ventola… ma tutte hanno un’unica finalità: ridurre la distanza tra le orecchie ed il cranio. Personalmente utilizzo tecniche che hanno in comune il modificare la forma della cartilagine senza usare dei punti di sintesi intra-auricolari, al fine di non lasciare dei corpi estranei potenzialmente pericolosi nel tempo e con risultati molto naturali senza asperità.

MACROLOBO – Il lobo auricolare normalmente rappresenta circa 1/3 dell’orecchio, quando queste dimensioni sono superate e la loro posizione diverge si parla di macrolobo. Il caso in oggetto presentava sia un orecchio ventola che lobi grandi e divergenti. Si è corretto in un unico tempo operatorio i due inestetismi con due tecniche differenti. Il macrolobo viene di norma ridotto di dimensioni con correzione della posizione conservando la rotondità e con cicatrici invisibili.

LOBO BIFIDO – L’uso di orecchini pesanti conduce prima all’ingrandimento del buco che piano paino si allunga per poi rompersi; le tecniche più in uso sono la sutura diretta, la plastica a ”Z” nei casi in cui ci sia retrazione e la ricostruzione immediata del buco per gli orecchini; quest’ultima è la mia favorita in quanto nello stesso tempo si chiude la porzione rotta del lobo e si ricostruisce il buco per gli orecchini nello stesso punto in cui era stato fatto in origine; le pazienti escono già con l’orecchino in sede.

 

CHELOIDE: la predisposizione genetica, l’uso di orecchini con leghe allergizzanti e microtraumi associati a micro infezioni ripetute possono condurre alla formazioni di cheloidi che rappresentano esiti cicatriziali anomali in cui la cicatrice supera le dimensioni della ferita iniziale; La terapia dei cheloidi è complessa perché composta da più di una terapia da mettere in sinergia e nei tempi giusti, inoltre è in alcuni casi molto lunga;  solo la costanza e la perseveranza possono avere la meglio su un’ospite tanto sgradito. Le terapie di comprovata efficacia sono la PRESSOTERAPIA INFILTRAZIONI DI CORTISONE SILICONE DI CONTATTO LASER.

MACROTIA: il padiglione auricolare è considerato normale quando le sue dimensioni verticali sono comprese tra i 5,5 e i 6,5 cm; le orecchie che hanno dimensioni minori dei 5,5 cm sono considerate piccole (microtia), i padiglioni che superano i 6,5 cm sono considerati grandi (Macrotie); è possibile ridurre le dimensioni senza cicatrici visibili restituendo dimensioni più normali e una euritmia del viso esteticamente più piacevole

Dott. Di Mascio | Chirurgo Plastico | Parma

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